La pressione atmosferica durante i temporali.

Ritratto di Danineve
Pubblicato Martedì, 11 Luglio, 2017 - 18:23 da Daniele "Danineve" Gori

I temporali sono fenomeni spettacolari e spunto di numerosi argomenti didattici, tra essi il comportamento della pressione atmosferica durante le varie fasi di un temporale.

Nel grafico sotto viene mostrato l'andamento della pressione atmosferica al suolo tra le giornate del 10 e 11 luglio 2017, il grafico è relativo alla stazione meteo di Albissola Marina (Sv).

Focalizzando l'attenzione sulla parte terminale del grafico si può ammirare che la pressione si comporta in maniera piuttosto irregolare rispetto alle normali fluttuazioni che si registrano nell'arco di un'intera giornata, la spiegazione a ciò è da ricercarsi nelle dinamiche del temporale che nel primo pomeriggio di martedi 11 luglio ha colpito il settore costiero del savonese e genovese (ma la regola vale in generale per tutti i temporali):

  • Nelle fasi che precedono l'arrivo dei rovesci si ha un'azione di risucchio (correnti di inflow) da parte della cella temporalesca in avvicinamento a cui è correlata una lieve diminuzione della pressione atmosferica al suolo che potete ammirare nel grafico all'interno del cerchiolino giallo. Questa diminuzione si può misurare anche a distanza di ore dall'arrivo del temporale, nel caso in esame il calo è iniziato attorno a mezzogiorno quindi due ore prima dell'arrivo dei fenomeni.
  • Con l'arrivo dei fenomeni si verifica un netto cambiamento della dinamica, cioè l'azione di risucchio viene immediatamente soppiantata dal rovesciamento dall'alto della massa d'aria a suon di piogge a carattere di rovescio forte, grandine (non necessariamente) e forti raffiche di vento discendenti (outlfow). Questo comporta pertanto un aumento repentino dei valori di pressione al suolo che vi abbiamo cerchiato in rosso.
  • Subito dopo il passaggio del temporale l'atmosfera tende nuovamente a stabilizzarsi ritornando nelle condizioni precedenti alla fase temporalesca, la pressione di conseguenza scende gradualmente su valori simili a quelli che precedevano il temporale. 

Nel caso in esame si tratta di variazioni poco significative ovvero di due o massimo tre hPa (hectoPascal), ma nei fenomeni più intensi queste oscillazioni possono risultare ben più evidenti.

Nella figura seguente viene mostrata in maniera molto semplificata la struttura di un temporale con rappresentate le varie correnti di inflow (arancione) e outflow (azzurro), le precipitazioni e la struttura del cumulonembo.

Per il seguente articolo ringraziamo per il contributo l'associazione LIMET e in particolare Jacopo Zannoni e Matteo Sacchetti.

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