Che cosa è lo stratwarming che potrebbe portare gelo a fine febbraio 2018?

Ritratto di Conrad
Pubblicato Sabato, 17 Febbraio, 2018 - 16:17 da Stefano "Conrad" Massini

La comunità meteo, compresa Meteolanterna, è da diversi giorni che sta “con il naso all’insù” per studiare una delle situazioni meteorologicamente più complesse e di difficile interpretazione che si possano verificare in natura.

Il suo nome è stratwarming, inglesismo che sta ad identificare un riscaldamento anomalo della stratosfera, ovvero l’ampio strato di atmosfera che va dai 15km ai 50km sulla nostra verticale.

Le prime analisi sul medio/lungo termine sembrano confermare che avremo, per la fine di febbraio e inizio di marzo un ritorno del freddo, forse del gelo. Vale la pena quindi analizzare perchè un inverno sostanzialmente sopramedia come quello 2017-2018 potrebbe avere una coda fredda inaspettata, causata proprio da questo evento così lontano da noi.

LO STRATWARMING, PROPRIO LUI

Stratwarming per la comunità meteo ha una data di nascita precisa, inequivocabile e storica. Ovvero il Gennaio 1985 quando il Colonnello Baroni nella rubrica “Che tempo fa”, proprio a ridosso del capodanno, annunciava con l’inconfondibile pacatezza e professionalità la “discesa fredda repentina dovuta ad un repentino riscaldamento stratosferico polare” che potete voi stessi gustare nel video storico qui sotto.

Il resto fu storia, l’evento meteo più importante degli ultimi 60 anni, con nevicate a più riprese su quasi tutta l’Italia associate a gelo persistente e duraturo.


Record di neve a Milano, ma anche in tutta la Liguria

MA CHE COS’E’ LO STRATWARMING

Come sintetizzato in precedenza, lo stratwarming è un riscaldamento anomalo nella zona della stratosfera in area artica.

Per rendere di facile comprensione il grado di cambiamento delle condizioni generali in stratosfera, potete pensare ad una massa d’aria a circa 30 mila metri dal suolo (ovvero più di tre Everest uno sopra l’altro) che passa da temperature di -80°C a 0°C in pochi giorni. Non solo, anche la circolazione atmosferica passa dall’essere governata da basse pressioni (il vortice polare stratosferico) all’essere sostituita da alte pressioni.

Insomma, per farla breve, la stratosfera sta vivendo, proprio mentre scriviamo, un autentico “sconquasso circolatorio” che sta completamente modificando la circolazione atmosferica sopra di noi.


A sinistra la carta temperature normali in stratosfera viste dal polo (emisferiche), a destra il "buco rosso" con l'aumento delle temperature dovute allo stratwarming

STRATWARMING, QUINDI E’ SEMPRE SINONIMO DI GELO?

In molti si stanno sicuramente chiedendo se questo fenomeno porta sempre condizioni climatiche di gelo invernale, magari in Italia. La domanda è di difficile risposta, e può essere un po’ furbescamente risolta con un “spesso, ma non sempre”.

Innanzitutto occorre precisare che lo stratwarming non è un fenomeno raro, quasi tutti gli inverni vedono riscaldamenti anomali in stratosfera. Il loro grado di interesse è dato da due fattori decisivi:

  1. la forza del riscaldamento e il grado di distruzione del vortice polare stratosferico: maggiore è il riscaldamento, maggiore è la potenza dell’evento e quindi il grado di modifica delle condizioni in stratosfera. Proprio per questo, per diversificare gli stratwarming comuni da quelli rari e potenti, si fa riferimento al termine Major Stratwarming (MMW)
  2. la propagazione in troposfera delle anomalie: non tutti gli stratwarming generano degli evidenti cambiamenti in troposfera, ovvero nel sottile strato di atmosfera che va dal suolo ai 10 mila metri (quello in cui viviamo e che governa il nostro clima).

Questo stratwarming, anzi questi due stratwarming in successione che si sono avuti negli ultimi giorni, sono senza alcun dubbio di tipo Major, quindi di intensità storica, ora resta da vedere quali saranno gli effetti in troposfera, ovvero sul nostro clima.

COSA POTREBBE SUCCEDERE A FINE FEBBRAIO 2018?

Veniamo quindi alla “ciccia”, parlando di condizioni che ci riguardano più direttamente, spostandoci dalla stratosfera alla troposfera.  Gli effetti, come detto, sono ad ora totalmente imprevedibili, completamente legati alla teoria del caos che regola la circolazione atmosferica.

I modelli però ci mostrano, nelle ultime ore, un’evidente propagazione in troposfera degli effetti dello stratwarming.

La prima fase confermata vede una discesa fredda per 21-22 febbraio. Non sarà una fase gelida, probabilmente non molto più di quelle che normalmente, a fasi alterne, si sono avute durante questo inverno. Difficile ancora capire se porterà neve a bassa quota, saranno gli aggiornamenti previsionali dei prossimi giorni a chiarirlo al meglio.

In questa sede vogliamo porre l’accento su qualcosa di più “importante”, ovvero se questo intenso stratwarming sarà capace o meno di portare un vero evento paragonabile, in qualche modo, al gennaio 1985 (grosso, forse enorme azzardo), ma anche al febbraio 2012, altro anno estremamente gelido, sebbene solo in parte determinato da uno stratwarming.

Le ultime emissioni sembrano intravvedere aria gelida proveniente dalle steppe siberiane in spostamento verso l’Europa. E’ il Burian, l’aria più gelida che esiste sulla terra.


Oymyakon, una delle città più fredde del mondo e punto di partenza del Burian.

ANTIZONALITA’, IL FREDDO CHE SFIDA LA ROTAZIONE TERRESTRE E ARRIVA IN EUROPA

Ci vuole una forza estrema per far sì che l’aria gelida percorra la strada con direzione est verso ovest, ovvero dalla Siberia all’Europa, questo perchè la terra ruota esattamente in senso contrario. Non è un caso infatti che praticamente tutte le perturbazioni vengano dall’Atlantico, dal momento che esse si limitano a seguire il moto della rotazione terrestre (zonalità).

In questo caso le forze in gioco, innescate proprio dallo stratwarming, potrebbero spingere aria in senso contrario alla rotazione terrestre (antizonalità).

Nei prossimi giorni verificheremo se questa ipotesi antizonale con il burian che entra in Europa si concretizzerà o meno. Verificheremo anche se ci saranno le condizioni per eventuali nevicate, cosa ancora di più difficile previsione perché determinate da condizioni molto specifiche e di impossibile individuazione se non nel medio periodo (nel febbraio 2012 si ebbe gelo ma senza precipitazioni sul Nord Ovest, a differenza del 1985).

Resta lo studio per un fenomeno, lo stratwarming, assai interessante e poco conosciuto, sia nelle cause che negli effetti, che però quest’anno contribuirà a dare un ulteriore fonte di conoscenza di se a tutti coloro che vivono questo difficile e caotico mondo che è la meteorologia.

PS: per maggiori informazioni, anche tecniche, su questo fenomeno vi invitiamo a fare domande nei commenti qui sotto o anche sul Facebook di Meteolanterna.

Commenti

Buonasera,

Devo ammettere che ho letto l'articolo, su un tema complesso ma che avete spiegato in modo semplice, con molto interesse.

Vorrei chiedervi quindi che temperature si raggiungono al suolo nelle zone interessate dal riscaldamento della stratosfera visto che a 30 mila metri di altitudine si arriva ai 0° (logicamente non penso un +50° tipo Abu Dhabi).

Complimenti e continuate così.


Ritratto di Danineve

Didattica pura! Come spiegare un concetto complicato come lo strawarming con terminologia semplice e accessibile ai lettori. Grande ste! I-m so happy


Ritratto di Maury Mile

complimenti per la spiegazione scritta in modo semplice e precisa bravi continuate cosi


Ritratto di Astolfo Geremia

Grazie, molto chiaro e interessante


Ritratto di Conrad

In realtà le temperature al suolo sotto allo stratwarming, in troposfera, non subiscono alcuna modifica. L'anomalia termica si ferma intorno ai 100hpa, quindi in bassa stratosfera, intorno ai 16mila metri.

Al suolo, sotto la Groenlandia per capirci, continuerà a fare freddo come al solito, indipendentemente da quello che succede in stratosfera.

La vera forza di propagazione in troposfera di uno stratwarming si misura nella sostituzione delle basse pressioni in alte pressioni. In base all'asse di sostituzione e alla forza dell'alta pressione che si crea sul polo stratosferico si può capire la natura della propagazione di uno SW (split / displacement) e da questo si riesce ad intuire se da noi, in troposfera, si potrà passare ad una fase antizonale, quindi con aria fredda da est.

Con che dimanica è tutto da vedere, infatti gli ultimi aggiornamenti ballano molto. Adesso che lo stratwarming ha innescato l'antizonalità (ormai certa) resta da vedere dove andrà. Per adesso Burian entra più in Europa, meno in Italia. Ancora tutto da decidere però.


Ritratto di Danineve

Ecco il grafico che ci mostra l'improvvisa impennata termica registratasi sopra al polo Nord, notare come il riscaldamento sia rapido e improvviso.


Perfetto grazie mille dell'ulteriore spiegazione!


Ritratto di Conrad

Aggiungo anche un commento sulla genesi dello stratwarming che ho scritto su FB: la genesi di uno SW è molto molto complessa, per moltissimi versi ancora sconosciuta. 
Senza cadere troppo nel tecnico, il riscaldamento è concausa di forzanti troposferiche, ovvero flussi di aria che dal basso, ovvero dai 10mila metri (dove scorre la corrente a getto), salgono verso la stratosfera riscaldandola (TST Event), ma anche dall'attività solare, dal quantitativo di ozono (BDC), dal movimento dei venti equatoriali in stratosfera (QBO).

Insomma, nonostante analisi, trattati e osservazioni, questo fenomeno ha ancora molte ombre anche per i più illustri fisici dell'atmosfera.